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Struttura della popolazione napoletana

Inquadrare socio-demograficamente un contesto territoriale vuol dire cercare di conoscerne profondamente la struttura e le caratterizzazioni per tipicità. Rifacendoci ai dati Istat rilasciati fino al 31 dicembre 2012, fig. 1.1 e tenendo conto delle indagini diffuse da TuttoItalia.it, fig. 1.2, si può ricavare, pertanto, l’andamento demografico della popolazione residente nel comune di Napoli a partire dallo scorso censimento (2001). Quello che risulta evidente nella fig. 1.1 è il calo di più di 40.000 unità di residenti. Fenomeno associabile a gentrificazione e spopolamento della città (Diappi, 2009) in favore delle vicine periferie o comuni di cinta della provincia, nei quali non solo il costo della vita risulta inferiore – soprattutto facendo riferimento a nuclei familiari più numerosi, come pure a giovani coppie, precari, anziani – ma è in questi comuni che resta vivo il tessuto produttivo, le imprese di servizi e in cui sono ancora disponibili spazi verdi o zone di nuova edificazione (Trigiglia, 2010). Una ricerca di quella che può essere definita la città a dimensione del cittadino, là dove il cittadino più che metropolitano tende a percepirsi come parte integrante del territorio in cui vive (Jacobs, 1961). Il totale della popolazione residente all’ultimo censimento 2011 si attesta alle 962.003 unità.

Figura 1.1 – Andamento demografico Comune di Napoli - Elaborazioni del Dipartimento di Scienze sociali Università di Napoli Federico II su dati Istat 2001-2012

Fondamentale per fondare empiricamente quanto affermato sui processi di gentrificazione diviene guardare alle variazioni annuali della popolazione di Napoli espresse in percentuale e messe a confronto con le variazioni della popolazione della provincia di Napoli e della regione Campania. Nella fig. 1.2, infatti, è possibile notare come vi sia stato un progressivo spopolamento della città per finire col favorire la presenza in provincia di Napoli, ma anche in Campania in generale.

Figura 1.2 – Variazioni della popolazione Comune di Napoli dati Istat 2012. Fonte: TuttoItalia.it

Una buona lettura del fenomeno viene fornita dalla valutazione anche del flusso migratorio, inteso quale numero di trasferimenti di residenza da e verso il comune di Napoli diffusi nelle statistiche comunali come iscritti e cancellati dall’anagrafe. Anche in fig. 1.3 si evince come ci sia stato un progressivo distacco di ingressi ed uscite che se nel 2002 portavano ad un saldo positivo di ingressi rispetto alle uscite, fino al 2008 questo saldo è stato negativo attenuando la sua intensità fino al 2012, momento in cui comunque molte unità di popolazione erano andate disperse.

Figura 1.3 – Flusso migratorio della popolazione dati Istat 2012. Fonte: TuttoItalia.it

Ad influenzare la composizione demografica della città, però, vi incide anche il saldo naturale che in un anno è determinato dalla differenza fra nascite e decessi. Nell’incrociare i due trend di nascite e decessi, in fig. 1.4, si può evincere l’andamento del saldo nell’area compresa tra queste due linee, saldo positivo fino al 2008 e nettamente negativo negli anni successivi. Come evidenziato fino a questo momento, il 2008 è un anno in cui molti dei trend descritti subiscono un’inversione di tendenza. Questo fenomeno è dovuto ai mutamenti demografici conseguenti la prima grande crisi economico-finanziaria che ha colpito l’Italia nel suo complesso e che ha portato a notevoli ripercussioni soprattutto nel Sud del Paese. Diminuiscono le nascite così come si sceglie di andare a vivere al di là della cintura cittadina proprio perché i fenomeni sociali sono quasi sempre influenzati da fattori politici ed economici dei quali le risposte sociali sono conseguenza pressappoco diretta. 

Figura 1.33: Popolazione femminile residente per municipalità – Elaborazioni del Dipartimento di Scienze sociali Università di Napoli Federico II su dati Statistiche Comune di Napoli 2001.

I dati al 2011, mostrati nella fig. 1.34, sono, invece, dati disaggregati a livello individuale e ritagliati su un profilo di età specifico che va dai 17 ai 68 anni. Tale fascia è stata ritagliata considerando la soglia dei 17 poiché questa è mediamente l’età in cui la donna nella città di Napoli (stando ai dati 2001) mostra propensione a compiere scelte in merito a formazione, lavoro, costituzione di un proprio nucleo familiare o semplice emancipazione dalla famiglia di origine. La soglia dei 68 è invece stata raggiunta considerando l’innalzamento dell’età pensionabile e l’aspettativa di vita generale nella popolazione femminile napoletana (circa 84 anni). 

Figura 1.34: Popolazione femminile residente per municipalità – Elaborazioni del Dipartimento di Scienze sociali Università di Napoli Federico II su dati Anagrafe Comune di Napoli 2011.

Rispetto a questo specifico ritaglio di popolazione femminile, i dati 2001 vengono completamente stravolti e l’ordinamento delle municipalità rispetto alla presenza di donne cambia significativamente, cosi come traspare dal confronto mostrato nella fig. 1.35. La municipalità 6 passa dal secondo al primo posto, seguita dalla nona (prima in quarta posizione), dalla quinta (prima in prima posizione), dalla quarta (prima in sesta posizione), dalla seconda (prima in settima posizione), dalla terza (prima in terza ed ora addirittura in sesta posizione), dalla decima (prima in quinta posizione) alla ottava, dalla settima e in fine dalla prima (queste ultime tre mantenendo sostanzialmente invariata la propria posizione se non con leggere variazioni. Questa nuova disposizione, aggravata dalla riduzione cospicua di unità residenti (-20.000), sottolinea la crescita di quelle municipalità già considerate più residenziali e meno centrali e che, come precedentemente sottolineato, sono anche le municipalità dove prevale una composizione familiare di coppie con almeno un figlio, mentre continua a diminuire la presenza di donne nei quartieri considerati più agiati (municipalità 5, 10, 1).

Figura 1.35: Popolazione femminile residente per municipalità a confronto 2001 -2011 Elaborazioni del Dipartimento di Scienze sociali Università di Napoli Federico

A cura del Dipartimento di Scienze sociali Università di Napoli Federico II Direzione e coordinamento: Enrica Amaturo, Anna Maria Zaccaria Gruppo di ricerca: Flavia Menna, Dario Minervini, Gabriella Punziano

 

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